Come funziona lo spazio
Prima di proporci qualcosa conviene sapere come giriamo, perché non è proprio come altrove. Questo non è un locale che si affitta e a cui si delega la serata: è uno spazio autogestito, che sta in piedi solo perché lo teniamo su insieme, un po' alla volta. Così, quando organizzi qualcosa qui, non ci «dai» un lavoro da fare: lo facciamo con te.
Funziona che chi ha un'idea la porta avanti in prima persona, e noi ci mettiamo quello che sappiamo e quello che abbiamo. Non siamo professionistə, anzi: facciamo tutto in modo amatoriale e impariamo strada facendo. Ma ci sono lo spazio, l'impianto, il bancone, i turni, la comunicazione, e la voglia di darci dentro. Se hai voglia di metterci le mani sei nel posto giusto; se cerchi qualcuno che faccia tutto al posto tuo, probabilmente no.
La stessa cosa vale durante le serate. Non c'è chi serve e chi si fa servire: montare, smontare, stare al banco, dare una mano al bar, pulire alla fine sono cose che ci si divide, e chi entra fa parte di quello che succede, non è soltanto pubblico.
Sui soldi siamo semplici. Si entra a un prezzo popolare o a offerta libera, più il tesseramento obbligatorio di 5 franchi, e non ci guadagna nessunə: quello che si raccoglie serve a tenere aperto e a dare il giusto a chi suona o lavora a una serata, il resto torna nello spazio.
Una cosa a cui teniamo davvero è che qui ci si stia bene. Vogliamo che sia uno spazio sicuro per tuttə, e su questo abbiamo tolleranza zero verso comportamenti discriminatori o abusivi. Vale il consenso: solo un sì è un sì, i confini fisici ed emotivi di ognunə vanno rispettati, e siccome un sì può cambiare, nel dubbio si chiede di nuovo. Facciamo attenzione anche all'uso di sostanze, per non perdere di vista i propri limiti e quelli di chi ci sta intorno.
Sbagliare capita a tuttə, ed è normale: se un comportamento crea disagio, l'idea è ascoltare invece di mettersi sulla difensiva, e prendere una critica come un'occasione per crescere. Con chi non ci sta cerchiamo prima il dialogo; nei casi seri possiamo arrivare ad allontanare qualcunə o a negare l'accesso, non come punizione, ma per proteggere lo spazio e le persone che lo vivono. Se ti senti a disagio o noti qualcosa che non va, dillo a chi c'è: faremo del nostro meglio. Su chi siamo e perché lo facciamo, invece, c'è la pagina Chi siamo.
Se ti è venuta un'idea, scrivici dal modulo qui sotto con largo anticipo e raccontacela. La portiamo in assemblea, che decide insieme per consenso, e da lì troviamo la data, capiamo cosa serve e ci dividiamo chi fa cosa. Non serve far parte del collettivo: basta avere voglia di stare in questo posto nel modo in cui ci si sta.